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senza glutine

Dulcis in fundo

Sorbetto di melone, Parmigiano Reggiano e peperoncino caramellato

Dopo il successo del gelo di pompelmo e timo limone, ho provato il sorbetto di melone, Parmigiano Reggiano e peperoncino caramellato, riadattandolo da un vecchio numero di “Sale&Pepe”. Sono ripetitiva, forse, e in effetti non trovate molti dessert sul mio blog, per varie ragioni…

Fa decisamente caldo, anche se meno dei giorni scorsi. Siamo sfuggiti a parte di esso durante la nostra seconda vacanza in quel paradiso inglese chiamato Lake District, ma appena a casa stop al forno.

La seconda ragione per cui i dolci sono i grandi assenti dalla cucina del Girasole? Beh, la verità è che non mi escono mai bene! Ci sono limiti imposti dall’intolleranza al lattosio, per cui escludo a priori tutte le bontà che contengono ricotta, mascarpone et similia, e altri limiti meno stringenti che mi costringono a tenere un pochino sotto controllo il colesterolo, leggi burro e compagnia. In fondo però, credo che mi manchi proprio “la mano” – esattamente come alla mia nonna materna, ottima cuoca fino a qualche anno fa, ad eccezione delle torte.

Seguo le ricette per filo e per segno, visito blog interessanti e vedo dolci spettacolari realizzati con pochi passaggi semplici, mi dico “Ora provo anch’io!” e il risultato è una torta spesso informe, non completamente immangiabile ma tanto uguale alle sue sorelle prive di sapore. Non ditemi che sono pessimista.

Cerco di ricordare tra i miei successi…Propongo da anni alla mia famiglia soltanto una torta al mirtillo, le ciambelline al vino rosso e il salame di cioccolata senza latticini, che qui non posso pubblicare perché sono state ideate da blog amici. Un cavallo di battaglia sono anche i Vanillekipferl e i biscotti allo zenzero, ma quelli li riservo ad alcuni conoscenti come regalo di Natale, dato che sono belli burrosi. Forse l’unico vero trionfo è stato lo strudel, che mi ha stupito visto che non credevo nemmeno io di riuscire a prepararlo!

Lancio un appello: qualcuno fra i miei lettori ha il mio stesso problema? Avete nei vostri archivi segreti un dolce semplice, buono e tollerante, adatto per la domenica ad esempio, con il quale andare a colpo sicuro? Io aspetto e spero, e intanto vi posto il sorbetto di melone (ora sapete perché!)

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Primi piatti

Ricette senza stagione – Risotto alla mantovana

Prima di partire per il viaggio in Italia, alcune settimane fa, ho lasciato il blog con una ricetta molto estiva. Vi racconterò più avanti delle due settimane bellissime a zonzo dalla Tuscia fin giù in Calabria, a scoprire paesi lontani dal turismo e ricchi di meraviglie – e naturalmente ci sarà spazio anche per il cibo buono che abbiamo assaggiato.

Al ritorno in città ci ha accolto la canicola, ma non per questo la vita nella cucina del Girasole si è fermata. Nonostante le temperature roventi, ci è venuta voglia di un bel risotto alla mantovana. Dite che siamo pazzi? Vi basti pensare che a pochi passi dalla città, a Ferragosto, si tiene l’antichissima Fiera delle Grazie, con i madonnari che disegnano i loro gessetti sul sagrato della chiesa e il tradizionale panino con il cotechino…un’esperienza da provare.

Il risotto alla mantovana racchiude la quintessenza della cucina locale. Parla della nostra terra e delle nostre acque da cui provengono il Vialone Nano e il pesto di salame. Ha un gusto deciso e gentile. E’ rustico e raffinato insieme.

Non assomiglia ai risotti tradizionali dall’aspetto cremoso e morbido, ma risulta asciutto e con i chicchi ben sgranati, grazie alla particolare cottura, il cui segreto sta nella giusta proporzione tra acqua e riso, nell’uso del coperchio e nei tempi di riposo. 

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Dulcis in fundo

Gelo di pompelmo e timo limone

Non ho (ancora) una gelatiera, ma in estate mi piace preparare piccoli ghiaccioli o “geli” partendo dalla frutta o dal tè freddo – pochi ingredienti e la soddisfazione di avere tutto in casa, quando anche uscire diventa troppo faticoso a causa delle temperature elevate. Il gelo di pompelmo e timo limone in questi giorni è lì nel cassetto del freezer e aspetta solo di essere servito in una graziosa coppetta per deliziarci!

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Dulcis in fundo/ Ispirazioni

Quando il caldo arriva…

Oltre alle sfumature del viola, che adoro, mi piacciono i colori dei frutti estivi: rosso anguria e arancione albicocca, quindi perché non illuminare anche la tavola? Ecco allora le albicocche alla lavanda con gelato.

La ricetta di oggi è adattata da un numero de “La Cucina Moderna” di qualche tempo fa, con l’aggiunta personale di un pizzico di fiori di lavanda direttamente dalla mia aiuola-giardino. Risultato? Un piccolo dessert facile da realizzare e profumato di aromi insoliti, completamente “tollerante” anche per chi ha problemi con il latte o il glutine.

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Antipasti e sfiziosità

Scacchiera golosa

Dopo due anni di mani sporche di terra, di pazienza e di piccoli esperimenti, possiamo dire che il nostro angolo di giardino comincia a regalarci qualche soddisfazione.

Fra i nuovi acquisti ci sono due vasche di plastica che ospitano fiori e piante aromatiche (salvia mandarino, menta fragola, melissa, erba cipollina e infine issopo per attirare le farfalle). Abbiamo trascorso la mattinata a togliere i bulbi primaverili, sostituendoli con semi di fiori estivi per non lasciare la terra incolta. Il bello è che non sappiamo bene di che fiori si tratta – la confezione ci è stata regalata dal papà di Luca, contiene migliaia di semi e non siamo ancora così bravi da riconoscerli… Direi che ci godremo l’effetto sorpresa.

Intanto le aromatiche, complici le temperature elevate, sono esplose e ho raccolto queste foglie di salvia gigantesche. Sono ottime da friggere e ho pensato di abbinarle al boudin, un salamino valdostano, dono dei cugini di mia mamma in visita nelle nostre terre.

Il connubio si è rivelato delizioso!

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Antipasti e sfiziosità/ Contorni e dintorni/ Piatti unici

Appunti per un picnic

Ad essere sincera, non ho mai fatto un picnic “vero” con la tovaglia a quadretti e il cibo portato da casa in un bel cestino di vimini (ma non è mai troppo tardi). Ricordo un pranzo sui laghi di Mantova alcuni anni fa, con l’asciugamano steso sull’erba e noi amiche a cantare canzoni, facendo attenzione che le formiche non banchettassero con il contenuto dei nostri Tupper.

Allora il post di oggi è un inno al mio picnic del futuro, o a quello che farete voi lettori immergendovi nella luce radiosa di questa primavera-estate.

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Secondi piatti di pesce

Birra scura e cipolle dolci

Mi piace giocare con i titoli dei post e inserirvi qualche citazione, o un pensiero del momento.

Le ricette nascono dalla lettura di semplici istruzioni che le mani trasformeranno poi in cibo (si spera) buono, ma in cucina entrano anche tanti mondi e tante impressioni che si colgono soltanto se su quel piatto ci si può soffermare, se spuntano sguardi curiosi, se il sapore rimanda alla fantasia di chi lo ha preparato. Va da sé che prediligo le pietanze che si gustano lentamente e i commensali che mi domandano di raccontare senza fretta.

Non è un ritmo che possiamo mantenere durante la settimana e non si trova sovente l’occasione, ma appena possibile, pausa! Il mio commensale più assiduo, mio marito, sa bene tutto questo e sa che senza quel pizzico di creatività perderemmo qualcosa persino nella ricetta più elementare.

Sveliamo allora il mistero…Il titolo del post viene da un libro di John Cheever, un autore americano che conosco ma di cui non ho ancora letto la raccolta di racconti in questione. Guarda caso, nel titolo sono nascosti anche gli ingredienti dei filetti di trota alla birra e cipolle di cui sto per parlarvi.

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Piatti unici

L’insolita bagna cauda

Sulle tradizioni, si sa, non si scherza, soprattutto quando si vive lontani dal paese d’origine e i sapori parlano ancor più dei propri luoghi. Il blog “ospita” oggi un autore d’eccezione, mio marito Luca, che ha voluto scrivere personalmente la ricetta della bagna cauda, rivisitata appositamente per me in una versione particolare (con buona pace dei puristi). 

Ho trovato davvero divertente vedere Luca calarsi nei panni del foodblogger per un giorno, e leggendo la ricetta spero che sentirete il suo legame con la bella terra piemontese e vi verrà voglia di sperimentare questa bagna cauda molto, molto insolita.

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Piatti unici/ Secondi piatti di carne

Tajine di manzo leggermente speziato con verdure

Complici la neve  e un forte raffreddore che solo oggi sembra dare segni di miglioramento, nella settimana l’approccio alle incombenze quotidiane è virato verso una modalità decisamente slow. Se poi aggiungiamo che a causa della neve le lezioni sono state annullate per un giorno, immaginate che le mie corse da una parte all’altra del mondo hanno preso un ritmo più rilassato e per certi versi anche più creativo.

In questo tempo bianco e sospeso, infatti, ho trovato il modo per terminare di scrivere una piccola storia rimasta chiusa in un cassetto e non vedo l’ora di leggerla alla bambina che mi ha regalato gli spunti.

Ho anche inaugurato il magnifico tajine Emile Henry, il regalo di Natale di Luca, sperimentando un nuovo tipo di cottura lenta, in tema con il mio stato d’animo. La ricetta è presa e modificata dal libricino allegato al tajine.

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Dulcis in fundo

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

In casa possediamo tantissimi libri, ma non ho ancora una grande biblioteca di cucina e ammiro molto le blogger che vanno alla ricerca di ispirazioni, spulciando nei mercatini o facendosi illuminare da un titolo che porterà loro nuove idee. Leggo e rileggo le vecchie copie dei giornali o dei libri a disposizione, e a volte ritrovo piatti particolari che mi erano sfuggiti. La ricetta dei piccoli tartufi all’anice di cui vi parlerò in questo post è tratta da “La cucina di conventi e monasteri – Ricette segrete per mangiar sano e con gusto”, Food Editore, un bel volume con grandi illustrazioni e piatti  tanto semplici quanto di grande effetto.

Mi ha colpito l’accostamento delle castagne e del cioccolato con l’anice, e ho pensato di utilizzare l’Anisetta Meletti che comprammo nell’estate 2015 in occasione della visita alla splendida città di Ascoli Piceno.

Qui un paio di siti se siete curiosi…

http://www.meletti.it

http://visitascoli.it/

Visti i pareri positivi del marito dopo l’assaggio, sto meditando di riproporre i tartufi come dessert per la cena romantica di Capodanno, di cui vi non vi anticipo nulla al momento, perché siamo in piena tempesta di idee sulla scelta del menù!

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

Ingredienti per 4 persone

500 g di castagne

100 g di cioccolato fondente 70%

80 g di zucchero

due cucchiai di liquore all’anice (per noi Anisetta Meletti)

un goccio di latte di soia

30 g di burro chiarificato

un cucchiaio di cacao amaro

una manciata di cocco disidratato o di nocciole tritate

Incidete le castagne vicino alla base e lessatele in acqua bollente per circa 3o minuti.

Scolatele e copritele ancora calde sotto un tovagliolo, poi pelatele.

Tritate le castagne molto finemente con la mezzaluna, così sarà più facile passarle poi al setaccio ottenendo una pasta omogenea.

Tritate finemente anche il cioccolato fondente, aggiungetelo al composto di castagne insieme allo zucchero, al burro a temperatura ambiente e al liquore all’anice.

Mescolate bene per sciogliere il burro e unite per ultimo il latte, quanto basta per ottenere un impasto corposo.

Lavorate il composto con le mani ricavando dei piccoli tartufi.

Ponete il cacao e il cocco disidratato o le nocciole tritate in due piatti separati.

Rotolate dapprima i tartufi nel cacao, poi passateli nel cocco o nella granella di nocciole.

Conservate in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di servire.

Gustate i piccoli tartufi all’anice freddi, accompagnati da un bicchierino di anisetta.

CONSIGLIA Passata di pomodoro